Intolleranze alimentari nei cani: sintomi e dieta.

Il tuo amico peloso continua a grattarsi e a leccarsi? Hai cambiato o introdotto qualche nuovo alimento nella sua dieta? Forse è intollerante o allergico. Scopriamolo assieme.

Allergia o intolleranza alimentare nei cani: di che si tratta?

L’allergia alimentare consiste in un esagerata reazione del sistema immunitario nei confronti di alcune particelle (allergeni) presenti nell’ alimento.  A causa di alcuni squilibri del funzionamento del sistema immunitario, può accadere che l’organismo consideri queste sostanze, con qui è sempre venuto a contatto, come estranee e pericolose e metta in atto meccanismi in grado di eliminarle, attivando una risposta immunitaria.

L’intolleranza alimentare, a differenza dell’allergia, non coinvolge il sistema immunitario, anche se i sintomi sono esattamente gli stessi, e si verifica già alla prima esposizione con la sostanza incriminata. Inoltre, mentre nell’allergia alimentare basta una singola molecola dell’alimento incriminato per scatenare una violente reazione, in caso d’intolleranza la gravità dei sintomi è correlata alla quantità dell’ingrediente responsabile che viene assunta.

L’allergia alimentare nell’uomo è spesso ereditaria, colpisce principalmente i bambini piccoli e gli adulti giovani. In medicina veterinaria non è riconosciuto alcun fattore ereditario, non vi è predisposizione d’età.

Allergene – % cani allergici
Manzo – 36%
Latticini – 28%
Frumento – 15%
Uova – 10%
Pollo – 9,6%
Agnello – 6,6%
Soia – 6%
Maiale – 4%
Coniglio – 1%
Pesce – 1%

I sintomi più comuni

Il prurito è il segno clinico più rilevante nella maggior parte dei casi. Tutti gli altri sintomi sono la conseguenza dell’intenso trattamento e dell’ continuo leccarsi dell’animale. Si possono quindi osservare eritema, desquamazione, iperpigmentazione, lichenificazione e alopecia. Le zone più colpite dal prurito sono inguine, ascelle e zampe. In alcuni casi, assieme ai problemi cutanei, è possibile che l’animale sia anche affetto da otite.
Nella forma gastroenterica, si riscontra soprattutto un aumento del numero delle defecazioni, diarrea, vomito.

Scelta della dieta

La dieta deve essere composta da un unico ingrediente quale fonte di proteine e di un altro come fonte di carboidrati. Le diete commerciali esistono di 2 tipi: i mangimi monoproteici egli idrolizzati di proteine. I mangimi monoproteici contengono un’unica fonte di proteine nuova per l’animale, molto digeribile e di un elevato valore biologico.

E’ preferibile che anche carboidrati provengano da un unico ingrediente. I mangimi idrolizzati contengono proteine già digerite e di piccole dimensioni, che non creano alcuna risposta del sistema immunitario. 

Se si osservano miglioramenti , cioè l’abbattimento dei segni clinici (dopo 8-10 settimane), viene ripristinata la dieta originale (scatenamento). Se i segni clinici peggiorano, solitamente entro 2-10 giorni viene ripristinata la dieta monoproteica (salvataggio).

La sequenza di miglioramento, peggioramento con lo scatenamento e successivo salvataggio, ha il valore diagnostico per l’ipersensibilità alimentare ed esclude le variazioni stagionali e altri fattori che possono influire sul prurito. Questo processo di scatenamento e salvataggio viene ripetuto con ogni componente alimentare .

Visto che questa patologia sta andando molto “di moda”, in commercio si possono trovare sempre più prodotti indicati per la risoluzione del problema. Attenzione però! Non tutti sono davvero efficaci per una dieta di eliminazione! Per individuare quelli giusti è fondamentale l’interpretazione delle etichette: escludete, tutti quei prodotti che, nonostante la dicitura “ipoallergenico” contengono più fonti di proteine e carboidrati.

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