Addestramento: come comunicare con il proprio cane – Expodog Blog

Addestramento: come comunicare con il proprio cane

Addestrare il proprio cane è un’operazione che necessariamente deve prevedere una buona forma di comunicazione. Per questo è necessario, per prima cosa, imparare a conoscere il suo modo di esprimersi, oltre che trovare un linguaggio che sia comprensibile per lui.

L’indole tipica della razza, l’ambiente in cui vive e lo stile di vita del suo amico umano possono influenzare il metodi di addestramento.

Dopo essersi informati su quale razza di cane sia la più indicata al proprio stile di vita ed aver portato in casa il cucciolo, è importante iniziare fin dai primi giorni con le sedute di addestramento. E niente, meglio di un’ottima comunicazione bipede-quadrupede, può aiutare ad ottenere risultati davvero soddisfacenti. Vediamo allora cosa è necessario sapere sul linguaggio del cane e quello dell’amico umano per un addestramento ottimale.

Come capire il linguaggio del cane

La prima cosa che non può assolutamente sfuggire a nessun amico umano è che il suo fedele quattro zampe usa la mimica facciale per comunicare.

Qualunque sia la razza e le dimensioni infatti Fido parlerà attraverso l’espressione degli occhi, la posizione della testa e delle orecchie e la mimica della bocca. Per manifestare le sue emozioni userà il corpo, la coda e le zampe. Si tratta infatti di un meraviglioso comunicatore che riesce a parlare con tutto il corpo.

Il linguaggio del cane: l’insistenza e la ricerca di attenzione

Non dimentichiamoci mai che il nostro amato amico a quattro zampe riesce a comprendere bene che con l’insistenza riuscirà sempre ad ottenere ciò che vuole. Quando cerca di farci cedere per sfinimento lo vedremo portare avanti le sue richieste con perseveranza: la testa piegata di lato può significare:

  • voglio mangiare
  • giochiamo un po’?
  • fammi le coccole

Quando invece vuole ottenere la nostra attenzione lo farà sfiorandoci con una zampa. In questo modo vuole semplicemente dirci che ha bisogno di noi per qualcosa.

Scoprire cosa vuole può essere reso più facile dalla direzione del suo sguardo. Solitamente infatti mentre ci chiama con la zampa i suoi occhi esprimono ciò che vuole. Senza scendere nel dettaglio sulle varie posture del cane, vorremmo però sottolineare che la postura ideale che il nostro amico a quattro zampe dovrebbe avere all’inizio di una fase di addestramento è data da una posizione diritta, con la coda rivolta verso l’alto e mossa leggermente.

Le orecchie dovranno essere rilassate, così come le pupille che appariranno quindi più piccole del solito. Questa è la postura che Fido assume quando è attento ed al tempo stesso rilassato. Vederlo così significa che si sente completamente a suo agio ed è pronto a recepire nuovi insegnamenti.

Il linguaggio umano: come farsi capire da Fido?

L’uomo usa il proprio linguaggio per comunicare con Fido, che dovrà necessariamente essere un mix perfetto tra parole, mimica facciale e postura.

Il nostro amico a quattro zampe infatti non riesce a distinguere le parole e la sua attenzione viene data soprattutto ai gesti. Ad esempio potrebbe prendere come rimprovero un apprezzamento per un esercizio ben eseguito se esternato con modi bruschi.

Anche la postura del corpo che si adotta con Fido dovrà tener conto dell’invito che voliamo dargli. In genere una postura accovacciata viene percepita dal cane come un invito al gioco, mentre per impartirgli ordini il suo amico umano dovrà assumere una postura diritta.

Le basi dell’addestramento cane: l’empatia

Il legame con il proprio fedele amico a quattro zampe è influenzato dall’ossitocina, una sostanza conosciuta anche con il termine “ormone dell’amore”. Si tratta dello stesso ormone che rafforza il sentimento tra uomo e bambino e che è alla base dell’affetto bipede-quadrupede. Creare con Fido un rapporto di empatia non potrà che dare migliori risultati nell’addestramento.

Addestrarlo è un modo per fargli sapere che gli vogliamo bene

Talvolta può sembrare difficile far capire al proprio amico a quattro zampe che gli vogliamo bene.

Dedicare del tempo al suo addestramento è un ottimo sistema per dirglielo. Aiutarlo a canalizzare la sua energia con gli stimoli giusti può infatti impedire che questa si trasformi in ansia e stress. Il tempo da dedicare all’addestramento dovrà essere di 15/20 minuti al giorno, iniziando con i comandi di base.

Successivamente si passerà alla socializzazione, per permettergli di crescere capace di interagire con altre persone, con altri animali e con i suoi simili. In ogni fase dell’addestramento è importante riuscire ad ignorare gli insuccessi, senza sgridarlo o alzare la voce.

Ripetere tutti i comandi finché non siamo sicuri che il nostro amico abbia compreso bene, premiandolo con il rinforzo positivo ogni volta che esegue correttamente un esercizio, è sicuramente un moto ideale per creare quel rapporto di empatia. Le prime fasi di socializzazione dovranno prevedere necessariamente l’uso del guinzaglio.

Abituarlo fin da piccolo ad uscire al guinzaglio gli permetterà di avere sempre accesso in molti luoghi pubblici e quindi poter sempre rimanere al fianco del proprio amico umano.

1 Comment

  1. Il mio cucciolo è da circa 2 mesi a casa mia per via del civid e perché ho il giardino non l’ho mai portato fuori a fare un giro intorno casa., tengo a precisare che in casa e in giardino corre e salta come una lepre.
    Ieri ho provato ma non vuole camminare, si siede impaurito e alla fine l’ho preso in braccio e sono tornato a casa.

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