Cane in condominio: cosa dice la legge – Expodog Blog

Cane in condominio: cosa dice la legge

In questo articolo andremo a fare un po’ di chiarezza sulle normative che regolano la presenza di cani in condominio. Il problema principale è senza dubbio quello dei vicini che si lamentano, perché Fido fa confusione oppure sporca gli spazi condominiali.

Benché la strada preferibile da percorrere sia sempre quella del dialogo con i vicini, che permetta ad entrambi di chiarire le discrepanze, purtroppo vi sono dei casi in cui questo non è possibile. Cerchiamo allora di capire cosa dice la legge al riguardo.​ ​

La riforma del condominio: nessun divieto agli animali domestici

​La riforma del condominio, entrata in vigore il 18 giugno 2013, ha espressamente previsto che in nessun caso l’assemblea condominiale potrà vietare ad un condomino di avere nel suo appartamento, un cane.

Sempre secondo questa riforma il diritto di poter avere nel proprio appartamento un amico a quattro zampe implica anche l’utilizzo degli spazi comuni, come le scale e l’ascensore. ​ ​

Tutte le delibere assembleari che vadano contro questo principio sono quindi da considerarsi nulle ed inefficaci. Qualora il condominio abbia deliberato in tal senso è possibile fare ricorso entro 30 giorni al giudice di pace della propria zona di residenza, allegando copia del verbale di assemblea. Il giudice di pace, oltre a dichiarare completamente nullo il verbale, condannerà il condominio al pagamento di un risarcimento danni.​ ​

Il cane abbaia e disturba i vicini

​Uno dei motivi più frequenti che portano a lunghe discussioni con gli altri condomini è il fatto che il cane abbaia e disturba così il vicinato.

Cosa prevede la legge? Se uno o più vicini lamentano rumori molesti, nati dall’abbaiare del cane, potrebbero rivolgersi alla polizia municipale. ​ ​

I vigili urbani provvederanno ad effettuare una verifica e qualora trovino fondatezza nella segnalazione del vicino provvederanno a fare una sanzione pecunaria al proprietario del cane.

Poiché questo avvenga occorre però che l’abbaiare del cane sia continuo (deve abbaiare per tutto il giorno e non solo saltuariamente) e il rumore provocato sia sopra alla soglia di disturbo (ben udibile anche dagli appartamenti contigui).

Sono comunque rarissimi i casi in cui i vigili procedono con l’allontanamento di Fido dall’appartamento. ​ ​

Quando può essere negata l’autorizzazione a tenere un cane in condominio

​Abbiamo detto che nessuna delibera assembleare potrà mai vietare a nessun condomino di tenere in casa un amico a quattro zampe.

Vi sono tuttavia rari casi in cui non possiamo opporci a chi ci chiede di allontanare Fido dall’appartamento.

Sebbene la riforma del condominio sia molto chiara in proposito, il proprietario di un appartamento può invece cedere il proprio immobile in locazione prevedendo nel contratto il divieto di possedere animali domestici. ​

In questo caso firmando il contratto di affitto l’inquilino accetterà tutte le clausole, compresa quella che gli proibisce di convivere serenamente con Fido in casa.

Il divieto in questo caso però non arriva dai condomini ma dal proprietario dell’appartamento e, una volta firmato il contratto, non sarà più possibile contravvenire poiché vi è il rischio di vederlo risolto di fatto e ritrovarsi fuori dall’appartamento.​ ​

Quali comportamenti tenere negli spazi comuni con il cane

​Se è vero che la riforma del condominio dice che il cane ha diritto di vivere nell’appartamento e di utilizzare gli spazi comuni, è altrettanto vero che il suo amico umano ha anche precisi comportamenti da tenere, per evitare di arrecare danno o disturbo agli altri condomini.​ ​

La prima norma comportamentale è senza dubbio quella prevista dall’articolo 672 del Codice Penale, che prevede una custodia attenta e costante dell’animale effettuata da persona esperta.

Questo significa che il cane non può essere lasciato libero e senza museruola nel giardino condominiale e che, qualora privo di guinzaglio arrecasse danno ad altre persone, si è tenuti al risarcimento.​ ​

Il guinzaglio dovrebbe essere del tipo non allungabile e di lunghezza non superiore a un metro e mezzo di lunghezza. ​ ​

L’amico umano di Fido dovrà premunirsi di appositi strumenti (guanto, sacchetto, eccetera) per la raccolta delle deiezioni dell’animale.

Questa normativa in realtà risale addirittura al 2009 ed è stata emanata per una questione di igiene pubblica. La mancata osservanza della norma è sanzionabile in qualsiasi spazio pubblico (strade, piazze) e non solo all’interno degli spazi condominiali.

Le sanzioni previste per il proprietario hanno importi diversi da comune a comune e sono contenute nei vari regolamenti comunali o regionali.

2 Comments

  1. Mi sembra giusto avere chiarito queste cose grazie da parte di Zoe e Gus i miei due amici pelosi 🐾🐾

  2. Grazie, questo articolo è stato molto utile, a me che vivo in condominio ed ho 2 amici pelosi.

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