La pelle dell’Alaskan Malamute: come prendersene cura?

Lo strato cutaneo dei nostri amici Malamute è tra i più sensibili di altre razze canine.

Il motivo di questa caratteristica è lo spessore di questo, molto sottile, per permettere un veloce scambio di calore corporeo con l’esterno.
L’esempio dell’importanza di questa particolarità ci viene fornito nel momento in cui portiamo il nostro cane a compiere il lavoro per cui è stato selezionato. Difatti, quando il Malamute lavora ha la necessità di raffreddare in fretta il suo organismo, così da non rischiare di danneggiare organi e tessuti; insieme anche al tipo di pelo che presenta la nostra razza, li favorisce rispetto ad altre anche nella stagione estiva.
Occorre però dargli una particolare attenzione, proprio per mantenere intatte le sue preziose qualità, partendo da un’alimentazione sana e corretta, prevenendo e curandola quando viene intaccata da fattori esterni.

Una cosa banale ma che troppo spesso viene ignorata, pensando che il nostro amico abbia bisogno di un igiene identica alla nostra è il bagno.
Questo strumento è un valido alleato per mantenere fresca e pulita la pelle ed il pelo, ma non bisogna per questo abusarne, rischiando in questo caso di alterare lo strato idro lipidico della cute portando ad un’eccessiva secchezza di questa, favorendo l’insorgere di problemi più o meno gravi.
Inoltre il pelo perderebbe la sua tipica idrorepellenza favorendo un ristagno dell’umidità, anch’essa fattore di innesco di alcune patologie cutanee.

Il periodo migliore per un bel bagno, sarebbe in coincidenza con la muta, si arriva bene alla cute che si asciuga in modo abbastanza rapido, non essendoci il sotto pelo che accumula l’acqua in eccesso favorendo ristagni di umidità.

Per chi ha la passione e voglia di partecipare alle manifestazioni cinofile, naturalmente il cane prima di ogni gara andrebbe lavato, sarebbe opportuno usare uno shampoo il meno aggressivo possibile, e nel caso di manifestazioni vicine, ripulire solamente parti bianche o usare uno shampoo a secco che contenga solo sostanze naturali.
Anche la toelettatura per il cane è importantissima, sia perché apriamo il pelo, lo puliamo dalle impurità e diamo aria alla pelle sia perché nel farlo ci possiamo accorgere di qualcosa di estraneo, di parassiti, anch’essi portatori di patologie più o meno evidenti a carattere cutaneo, di corpi estranei quali, fora-sacchi, piccoli ricci o altro che potrebbero creare delle spiacevoli conseguenze.

Considerato che prevenire è meglio che curare, descrivo di seguito quelle patologie che ,con un’alimentazione bilanciata anche nelle sostanze minerali si potrebbero tranquillamente evitare o tenere sotto controllo.
Il sistema immunitario gioca un ruolo fondamentale perché molte delle patologie cutanee si manifestano o si aggravano quando questo è compromesso o non riesce a funzionare nel modo corretto.
Prime fra tutte le allergie, le intolleranze e le sensibilità cronicizzate.
Molte volte queste patologie danno sintomi a carico del tratto gastro-intestinale ma a volte, come per gli esseri umani, possono sfogarsi attraverso la cute o anche il pelo.

La sintomatologia meno problematica è a carico del pelo, che può cambiare colore e aspetto. Il mais per esempio, non essendo del tutto digeribile, può portare ad una pigmentazione del pelo rossastra soprattutto nelle stagioni più calde. Se invece esistono vere e proprie intolleranze, quindi è il sistema immunitario a reagire anche la pelle cambia il suo equilibrio, a volte si inspessisce, compaiono croste, depigmentazione ed il pelo non riuscendo a crescere in modo corretto rimane più a lungo sotto la cute ossidandosi, colorandolo quindi di una tonalità rosso-bruna.

Questa manifestazione è più visibile nella zona del corpo inferiore del cane proprio perché vi sono organi( fegato,reni e tratto finale dell’intestino) che “spurgano” le sostanze che vengono metabolizzate male.
Le allergie si manifestano inoltre con dermatiti e spot cutanei, questi presenti anche quando c’è un sovraccarico od una carenza nell’organismo,e a volte sono umidi quindi è bene intervenire subito per limitare l’espandersi della zona interessata.

Non sempre è necessario usare medicinali,a volte soprattutto nelle forme meno gravi e invasive,togliere l’alimento o la causa della patologia già risolve quasi del tutto il problema. Per dare una mano alla cute e al pelo interessati ed alleviare il fastidio si può ricorrere a del talco mentolato che favorisce l’asciugarsi della zona e rinfrescare grazie al mentolo la pelle sicuramente interessata da prurito o bruciore.
Visto che nella cute risiedono i bulbi piliferi, se anche il pelo ha subito conseguenze si può rimediare con un integratore che disinfiamma la pelle e restituisce vigore ed equilibrio.

Questi integratori contengono principalmente Biotina e sono arricchiti da altre sostanze come Omega 3-6 e Zinco.
Proprio quest’ultimo elemento è molto importante anche per il buon funzionamento del sistema immunitario, per mantenere in buona salute la vista e l’integrità cutanea.
Studi sull’uomo hanno chiarito che la carenza di questo elemento può favorire carcinomi e la nascita di altre formazioni tumorali.
Anche nei nostri animali la carenza di Zinco viene coinvolta nella produzione di anticorpi ma la manifestazione più immediatamente visibile è la dermatite.

In tutti i cani, di razza o no, è possibile riscontrare questa patologia solitamente legata ad errori nella dieta o a momenti di forte stress quali crescita repentina, malattia e gravidanza. Nelle razze nordiche la carenza di Zinco è legata quasi esclusivamente ad una predisposizione genetica che ne riduce l’assorbimento intestinale. Qualcuno pensa che sia un difetto genetico, una tara che le razze nordiche si portano dietro da moltissimo tempo, dal tempo in cui tutto sommato non erano ancora tanto differenziate. In fondo si tratta di una patologia che raramente risulta grave e non compatibile con la vita e può essersi trascinata silente fino a noi perchè nessuno, fin dalla notte dei tempi, si è premurato di escludere dalla riproduzione i portatori di questa anomalia. D’altronde però un Siberian, Malamute o Eskimo Dog con problemi alla pelliccia si sarebbe trovato in grave difficoltà in un ambiente così estremo. Si potrebbe quindi ipotizzare che questa ridotta capacità di assimilare lo Zinco a livello intestinale, risieda nel fatto che la loro dieta comprendeva molta carne di pesce o altri mammiferi marini in cui guarda caso la concentrazione di questo elemento è molto elevata.

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