Perché il cane abbaia

Abbaiare è un diritto del cane: se è vero che questa sembra essere la direzione in cui molti giudici si sono ultimamente espressi è pur vero che il diritto del nostro amico pet non può trasformarsi in un costante disturbo per il vicinato. Un cane che abbaia in continuazione, anche nelle ore notturne, non solo disturba i vicini e ci pone a rischio denuncia, ma finisce inevitabilmente per arrecare disturbo anche al nostro sistema nervoso. Cerchiamo allora di capire come intervenire se il cane abbaia troppo.

Le origini del guaito

Il nostro fedele amico a quattro zampe riesce a udire suoni e ultrasuoni da una distanza quattro volte maggiore rispetto a quella percepita dall’uomo. Di conseguenza un rumore a noi impercettibile può essere connesso invece all’abbaiare del cane. Il suo sistema di comunicazione sonora inizia quando è cucciolo, per attirare le cure e le attenzioni della madre, per trasmettere la sensazione di disagio o difficoltà, la necessità di cibo o di calore. Il guaito del cane è il suo modo per esprimere le emozioni da cucciolo, e può mantenerlo anche crescendo. In questo caso si parla di neotonia, ovvero l’impiego del suo linguaggio comunicativo che diventa lo strumento per richiamare l’attenzione del padrone.

Come individuare le cause dell’abbaio del cane

Il verso con cui il nostro amico a quattro zampe vuole richiamare l’attenzione sarà diverso in funzione delle circostanze e ai bisogni che intende comunicarci. Gestualità e postura possono rivelarci se il cane abbaia per noia o per fare le feste al nostro rientro, se abbaia perché non vuole stare da solo o per paura. Individuare i motivi che possono portarlo ad abbaiare può offrirci un grosso aiuto per insegnargli a veicolare le sue emozioni.

Le migliori tecniche, in ogni caso, prevedono l’individuazione della causa: non serve ricorrere a mezzi meccanici come ad esempio il collare anti-abbaio perché questo porterebbe solo a correggere il sintomo senza però andare a correggere la causa. Questo significa che il suo utilizzo potrà portare un giovamento solo temporaneo, che però si ripresenterà sempre e finirà per dare all’animale un’esperienza traumatica che potrebbe addirittura renderlo più nervoso e propenso ad abbaiare.

Le migliori armi per intervenire sono invece date dall’impegno e dal lavoro da fare in collaborazione con lui. Se abbaia quando resta solo in casa potrebbe trattarsi di ansia da separazione. In questo caso un’ottima tattica potrebbe essere quella di lasciarlo da solo per qualche minuto, pronti a rientrare in casa appena inizia a guaire pronunciando un NO imperativo. Nel momento in cui smette premiarlo con il rinforzo positivo. Ovviamente andremo via via ad aumentare il tempo di permanenza fuori dalla porta, in modo tale da aiutarlo a superare l’ansia senza sgridarlo ma premiandolo ogni volta che si comporta nel modo corretto.

Se il cane abbaia di notte potrebbe trattarsi di paura, noia o disagio che lo portano ad avvertire la necessità di sentire la presenza del padrone. Stabilire con lui un ottimo rapporto, dedicarsi al gioco insieme durante le ore del giorno per stancarlo e lavorare per garantirgli una buona socializzazione lo aiuterà a superare le ore notturne in serenità.

Può anche accadere che il cane non riesca a trattenersi dall’abbaiare e reagisca al minimo rumore, avvertendo in questo la minaccia per lui e per la sua famiglia. Oltre a mettere in atto tutti quegli accorgimenti che potrebbero causare in lui disagio alla vista (limitando le fonti visive con tende) è indispensabile intervenire anche sui rumori esterni. Possiamo dire che sgridarlo in ogni caso porterà solo a peggiorare la situazione, mentre un comando secco con una ricompensa permetterà di ottenere i migliori risultati. Il comando potrebbe essere un SILENZIO pronunciato mentre ci portiamo le dita di fronte alla bocca. Il nostro amico imparerà ben presto a distinguere i rumori molesti innocui da quelli di effettivo pericolo, perché non dimentichiamoci che il suo senso innato è quello di difendere la famiglia per cui se giustificato da situazioni di effettivo pericolo… ben venga l’abbaiare del cane.

Comando o Cricker Training?

Al posto di un comando secco è anche possibile utilizzare il Cricker Training, ovvero uno strumento che emette un suono secco che dovremo abbinare ad eventi positivi. Quando Fido obbedisce e smette di abbaiare sarebbe opportuno ricompensarlo con una lauta e golosa ricompensa. I vantaggi nell’usare il Cricker anzichè un comando vocale sono molti: per cominciare quando dobbiamo impartirgli l’ordine di non abbaiare questo emette un suono univoco e può essere impiegato solo quando Fido fa qualcosa che vi piace in modo corretto. La voce invece viene impiegata per una molteplicità di cose e anche il comando vocale può essere pronunciato in più modi dai vari membri della famiglia, può essere influenzata da un movimento diverso della testa o dello sguardo, mentre la precisione del clic aumenta la tempestività e segna il momento esatto in cui l’animale fa qualcosa che vi piace.

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