Teacup dogs: il pericolo dei cani miniaturizzati.

“Ho uno yorkshire toy” è sempre stata una della frasi-simbolo della “cuggineria” popolare in tema cinofilo. Infatti solo i più sprovveduti credono ancora che lo yorkshire abbia taglie diverse: in realtà esiste un unico standard che prevede un peso massimo di 3,178 kg.

I cani più piccoli sono yorkshire piccoli (e non nani o toy), mentre quelli più grossi non sono “yorkshire giganti”, ma cani fuori taglia e fuori standard
Punto e basta. Purtroppo ciò che sembra semplicissimo sulla carta non lo è nella realtà dei fatti.

Provate infatti a cercare “yorkshire toy” su un qualsiasi motore di ricerca…e verrete letteralmente “sotterrati” da annunci come questo:

“Allevo e dispongo cucciolate di:
SPITZ piccolo bianchi e rossi;
YORKSHIRE toy e nani, nero focati e acciaio.
Cuccioli di circa 50/60/70 gg, maschi e femmine, sverminati e vaccinati, microcippati, con e senza pedigrèe LOI.”

Ale’! Con pedigree, senza pedigree, toy e nani, neri focati…e che altro? 
Sembrava che la fantasia dei cagnari non potesse esprimersi più di così. 
E invece, purtroppo, c’è riuscita.

Ma esistono i cani “Toy” ?

Prima di andare oltre vorrei premettere che c’è una SOLA razza da compagnia in cui si trovano effettivamente diverse taglie: ed è il barbone. Il suo Standard infatti distingue: grande mole (il cosiddetto “barbone gigante”), medio, nano e toy (o miniature).

Tutti gli altri (chihuahua,yorkshire, maltesi, bolognesi, shih-tzu eccetera) hanno una sola taglia.

Purtroppo cagnari e negozianti si guardano bene dal fare riferimento allo Standard, visto che solitamente dispongono solo di cani atipici e fuori taglia: quindi rifilano impunemente ai clienti yorkshire toy, maltesi nani e shih-tzu giganti, facendoli passare per razze pregiatissime e ovviamente costosissime.

Il fatto è che ormai, per la fantasia popolare, cominciava a mancare una dote assai ricercata: la rarità!

Perché non ci vuole più nulla ad avere uno “yorkshire toy” o un “maltese nano”!

Caspiterina…basta aprire una qualsiasi rivista o navigare in internet per sfogliare centinaia di annunci che non propongono praticamente altro!
Così la fantasia malata dei cagnari ha fatto il “salto di qualità”.

E pochi giorni fa, nella sala d’attesa del mio veterinario, ho avuto l’onore di incontrare una signora che teneva in braccio qualcosa che a prima vista mi è sembrato un grosso topo a pelo lungo: focalizzando meglio lo sguardo ho deciso che no, non era un topo, ma un cane…insomma, “quasi” un cane. Un piccolissimo meticcio con seri problemi di nanismo e di rachitismo.

Non poteva pesare più di un chilo, presentava drammatici occhi a palla (irritati e arrossati) e aveva le zampe clamorosamente storte, per tacere della cifosi che lo faceva apparire ingobbito anche da sdraiato.

Se mai mi fosse nato un povero cucciolo malformato come quello, credo proprio che l’avrei soppresso alla nascita.

Ma prima che avessi il tempo di fare una gaffe clamorosa, perché era mia intenzione chiedere alla padrona se il tentativo di tenerlo in vita fosse un atto di pietoso coraggio, la signora aveva già notato il mio interesse per il top…pardon, cane. Ed era già partita in tromba con il pistolotto. 

Visto che meraviglia?
Visto che piccolo? (embe’…sì…)
E poi la domanda da cento milioni di dollari: “Scommetto che non sa cos’è!”

Ora, trent’anni di esperienza cinofila non mi avranno insegnato moltissimo…ma una cosa l’ho imparata di certo: ho imparato a non rispondere MAI a una domanda come questa. 

Perché se ti azzardi a rispondere quello che pensi davvero (e cioè: “certo che lo so: è un meticcio”) ti sei fatto un nemico per la vita.

Anche in questo caso, quindi, non ho trovato di meglio che inalberare il classico sorriso ebete da “no, non lo so, non mi intendo AFFATTO di cani e aspetto solo che lei mi spieghi tutto” e tenere il becco chiuso (oltretutto ero lì con la mia gatta, e nulla poteva lasciare intendere che capissi qualcosa di cani).

Ho scoperto così che il top…pardon, cane aveva dieci mesi, pesava 950 grammi e apparteneva a una razza rarissima, di recente creazione. 

La signora l’aveva comprato in negozio (ma va’? chi l’avrebbe mai detto) pagandolo millecinquecento euro (e qui ho avuto un momentaneo mancamento). Ho scoperto che sì, era un po’ caro..ma ne valeva la pena perché era un soggetto rarissimo (e due) e preziosissimo.

La suspence cresceva, ma con noi in sala d’aspetto c’era una terza persona: un signore che – a differenza di me – conosceva benissimo i cani, e che a quel punto intervenne: “Ma è uno yorkshire toy, no? Ce l’ha anche mia figlia!”

E finalmente l’orgogliosa proprietaria poté giocare la sua carta vincente: NOOOOO, non era un semplice yorkshire toy! 

Toy?… non è un TEACUP

Scherziamo? Quelli ormai ce li hanno tutti! (con occhiatina di palese commiserazione al signore, e per estensione anche alla figlia).
Il SUO cane da millecinquecento euro era (rullo di tamburi) un teacup yorkshire! 

Il cane che sta dentro una tazza da tè! A quel punto stavo ormai facendo sforzi inumani per tenere la bocca chiusa e non esplodere… ma per fortuna in quel momento si aprì la porta dello studio e la signora entrò dal medico, lasciandomi a rimuginare da sola su questa nuova moda del cane miniaturizzato.

Quando arrivò il mio turno, prima ancora di tirar fuori la mia gatta dal trasportino domandai al veterinario cosa pensasse del cliente che era appena uscito.

“Cosa vuoi che ne pensi? – mi rispose – E’ uno scherzo della natura!”
“Ma gliel’hai detto, alla padrona?”

Lui mi guardò con un sorrisetto ironico: “Io con questo lavoro ci campo. – rispose – Quanti clienti credi che avrei ancora, se dicessi a ognuno di loro cosa penso dei loro yorkshire nani, dei dobermann giganti e di tutto il resto? Tira fuori la gatta, va’”.
Tirai fuori la gatta.
Capisco anch’io quando è il momento di stare zitta.

Problemi di salute dei cani Toy e Teacup!

Solo che…se la gente che sa qualcosa di cani, per quieto vivere, tace; se i veterinari tacciono per non perdere i clienti; e se il resto del mondo è composto da gente che “non” sa nulla di cani, quindi non ha idea dei problemi che si nascondono dietro a tutti questi cani pocket, teacup e affini… chi caspita glielo spiega, agli aspiranti acquirenti di cuccioli, che dove “piccolo” va bene, talora “piccolissimo” può significare guai?

Potrebbe dirglielo un Giudice, se mai approdassero al ring di un’esposizione: ma il 99% dei proprietari di cani, in expo, non ci andrà mai.

Quindi…che succede?

Succede che la signora di cui sopra se ne va felicemente in giro per il mondo presentando a tutti il suo teacup yorkshire come cane rarissimo e pregiatissimo…e invogliando altri neofiti disinformati ad imitarla nell’acquisto di topi malriusciti.

E infatti, un paio di mesi dopo l’incontro che vi ho raccontato, navigando in rete mi sono imbattuta in questo accorato appello:

TEACUP YORKSHIRE!?! Il GRIDO di tutti gli Allevatori, che amano e selezionano seriamente questa stupenda razza, e’ ormai un appello non ascoltato da troppa gente!

Chi per convenienza affaristica…chi per egocentrismo, chi perché desidera a fianco a sé non un cane, ma un giocattolo…avvalla sempre più questa distorta immagine di uno Yorkshire Terrier che addirittura ormai si vuole mettere dentro ad una TAZZA da THE!

Che fare per fermare tutto ciò? 

Vi preghiamo di non fomentare ciò che distrugge una razza, portandola ad avere oltretutto gravi problemi di salute!

Vi prego ascoltateci, lo Yorkie è un cane bello solo se ben equilibrato nelle sue misure!

E poi 3Kg di cane…ma che cosa sono…non è forse già minuscolo?
Scommetto che pesa di più la borsa della vostra spesa, non e’ vero? AIUTATECI, GRAZIE!

Chi ha scritto queste parole? 

Un gruppo di allevatori.

Già immagino la reazione di chi penserà:“Ma certo! Gli allevatori fanno la guerra a questi splendidi cagnolini…perché devono vendere i loro!”
Ma non è questa la realtà.

Infatti, se i cani pocket, teacup e quant’altro fossero cani NORMALI e SANI…i Club di razza non avrebbero alcun problema a riconoscerli e ad inserirli nello Standard.

Che fastidio gli darebbe? Gli allevatori avrebbero una possibilità di vendita in più… e questo normalmente non dà proprio fastidio a nessuno.

Se i microcani NON sono riconosciuti, un motivo c’è: anzi, ce n’è una lunga serie, consistente in tutti i problemi di salute legati al nanismo.
Eccone un elenco: 

  • dentature deboli e incomplete (non c’è abbastanza spazio in bocca) e conseguenti problemi di alimentazione;
  • occhi globosi, sporgenti, facilissimi ad infiammazioni e irritazioni e – per alcune razze – predisposti al distacco della retina;
  • fontanella del cranio aperta anche nell’adulto, con conseguente estrema delicatezza del cranio stesso (in pratica il cane può morire cadendo da venti centimetri di altezza);
  • schiene ingobbite (cifosi);
  • zampe corte e storte
  • rachitismo
  • lussazione della rotula
  • epilessia
  • difficoltà di monta per i maschi
  • difficoltà di parto per le femmine, che richiedono quasi immancabilmente il cesareo: solo che anche operare un cane di queste dimensioni diventa un’impresa improba.

Serve altro?

Eppure tutto questo “sfacelo” non basta a tenere a bada un pubblico che sembra letteralmente “affamato di miniaturizzazione”: diversi allevatori mi hanno detto che se per caso provano a spiegare a un cliente in cerca di “teacup dogs” che in realtà va cercando guai, questo quasi si offende (oppure pensa che gli stai raccontando frottole solo perché NON HAI il cane che lui vorrebbe, e speri di rifilargli un “immane mostro” come un yorkie da tre chili). 

Se sei alla ricerca di un cane bello, sano, ma soprattutto nello standard ti consiglio di rivolgerti a chi i cani li alleva con dedizione e professionalità!

13 Comments

  1. All’ignoranza della gente non si pone fine, già una decina di anni fa una mia amica si vanto’ di aver acquistato un fantastico barboncino “tea cup”, razza rarissima che proveniva dall’Oriente (?!)… era solo un barbone toy rachitico che non visse a lungo… che tristezza

  2. Sto cercando un barboncino toy da allevatori seri, per avere la garanzia di spendere bene i miei soldi, visto che per legge si dovrebbero vendere solo cani di razza. Strano però, che dopo tanti contatti sembra che nessuno, o al massimo uno o due, risponda al requisito “seri”. Mi spiego meglio. Un allevatore serio seleziona i cani, li fa testare geneticamente per evitare di avere prole con problemi e garantisce il suo lavoro, non avendo nulla da temere. Cosa significa garantire? Semplicemente che non si vuole truffare nessuno, vendendo una cosa per un’altra. E’ chiaro che un cucciolo non essendo sviluppato non può garantire le sue caratteristiche da adulto. Anche per gli uomini è cosi: da piccolo ero minuto e gracile; ora sono alto 1.90 e peso 110kg ed ho una massa muscolare importante. Nessuno può chiedere ad un allevatore che il cucciolo diventi una “star”, ma almeno che non abbia deformità o predisposizione per malattie facilmente testabili. Nel caso il cucciolo avesse qualcosa del genere ovviamente può essere motivo di sconto sul prezzo. Mi sembra però che proprio questo sia il problema, in quanto gli allevatori non vogliono rinunciare al prezzo pieno, “tirando le fregature” all’ignaro acquirente. Per non parlare poi del “contratto di cessione del cucciolo”, che è una formula magica per far “sparire” l’allevatore. La richiesta di mettere nero su bianco quanto viene detto a voce inesorabilmente fa chiudere nel peggiore dei modi le trattative. Una signora è arrivata anche alle offese personali per richieste assurde! Ho segnalato anche alla direzione dell’ENCI questo problema. Spero che prima o poi mi risponda… Per non parlare poi di altri pedigree, non riconosciuti, assolutamente inutili. Almeno i negozi dovrebbero sapere tutto questo, ma se lo sanno chiudono entrambi gli occhi pur di vendere. Il grande rammarico è che purtroppo chi ne fa le spese purtroppo sono i cani, diventati merce preziosa, anche da contraffare. Ci dovrebbe essere una risposta collettiva a tutto ciò, ma ho perso le speranze da molto tempo perchè la maggiornaza “tira a campà…”

  3. Sono contrario a voler modificare in questo modo ossia miniaturizzare qualsiasi razza di cani,a quale scopo ?? un giocattolo vivo ? Evidentemente non conoscono la gioia e la compagnia che ti regala un cane di qualunque razza sia , ma NATURALE . Ps. possiedo uno Schnauzer medio è una felicità.

  4. L’ignoranza, e aggiungo colpevole, della gente è abissale. Cosa ci vorrebbe, prima di prendere una bestiola che viva al nostro fianco il più a lungo possibile, ad informarsi leggendo anche su internet, se non sui libri ( oggetti misteriosi e da evitare)?
    Ho visto anch’io passeggiare in città bestiole contorte, dagli occhi fuori dalle orbite. Mi fanno una gran pena, penso alla loro vita limitata dalle problematiche fisiche, ma la pena è maggiore se penso che debbono vivere accanto ad umani scriteriati.
    Non penso che dietro queste scelte vi sia amore, mentre l’unica cosa che i nostri amici chiedono è proprio quello.
    Io sono la fortunata compagna di un peloso meticcio. Per uno di quei fortunati scherzi della genetica, da madre westie è nato un cairn praticamente perfetto anche negli standard.
    L’avrei amato comunque, ma il mio cairn terrier è ammiratissimo…e raro;-)

  5. Completamente d’accordo con l’articolo, io nel mio piccolo in toelettatura cerco di spiegare, non ho ancora imparato a stare zitta e qualche cliente l’ho perso ma pazienza quello non è voler bene agli animali, sono solo ignoranti!

  6. Purtroppo molte persone affrontano l’aquisto di un animale rimanendo nella loro beata ignoranza. Io ho uno yorkschire che spesso attira l’attenzione di adulti e bambini ( iscritto all’Enci ) è un cane che anche a parere degli alti si può definire un bel cane. Spesso vengo fermata da padroni di yorkschire che mi chiedono se è toy oppure mi dicono ma il suo cane non è toy. Io ho provato a spiegare a queste persone che lo yorkschire ha una sola taglia ma ahimè non sono riuscita a convincerle!!

  7. io cerco una cockerina di un anno / anno e mezzo bianca e nera da acquistare

  8. Buongiorno,
    io ho allevato una cucciolata di russian toy, non è stato facile, sono cuccioli molto piccoli, però ora ho tre splendidi cagnolini di 10 mesi e circa 2kg di peso, più piccoli di così mi sembrerebbe alquanto eccessivo.
    Questa è una delle razze ufficialmente toy, ma sono poche e vanno curate con qualche attenzione in più.

  9. Ho acquistato da pochi giorni un barboncino toy di tre mesi, pesa kg 1,2. Non ero a conoscenza di questa problematica e l’ho fatto in buona fede. Spero che questa cagnolina sia in buona salute (per ora non ha alcuna patologia di quelle elencate nel messaggio) e comunque in occasione della prossima visita chiedero’ maggiori delucidazioni al veterinario. Inoltre, ora che so, sarà mia cura informare le persone che conosco al fine di contribuire a diffondere un messaggio di consapevolezza e rispetto nei confronti degli animali.

  10. Sono contrarissima ai Toy, essi non sono una “razza” es i Pinscher Toy, ma un obbrobrio creato dall’ignoranza dell’ uomo che , miniaturizzando un determinato tipo di cane con incroci fra consanguinei e soggetti rachitici e deboli, rovina le specifiche di una razza. No fermissimo ai toy!
    Per me, affettivamente, esistono solo i pinscher nani, quelli veri,… gli Zwergpinscher.

  11. Le così dette taglie toy è cosa già ben consolidata da molti anni per una crescente domanda ho avuto ben tre generazioni di Yorkshire toy tutti ottima salute vissuti 15/18 anni — Lo standard è la giusta misura sicuramente — ma esistono anche taglia più piccola definita (toy) e anche taglia più grande definita (fuori taglia ) tutti sono accettati dall’Enci con iscrizione Pedigree perché si certifica la Razza – solamente se partecipiamo ad una esposizione ci viene detto -《 bello ma troppo piccolo — oppure bello ma troppo grande 》 — Quindi non possiamo dire che non sono di pura razza
    Na solamente che non rispecchiano il giusto standard
    IL problema non è la grandezza quando si acquista ma L’età troppo giovani –molto meglio se hanno più mesi con un buon e adeguato svezzamento –questa è la Realtà dei giorni nostri 🐕

  12. Bell’articolo. A me personalmente nn piacciono i cani piccoli, che oltretutto abbaiano di continuo. A parte i miei gusti personali, trovo terribile che gente senza scrupoli si arricchisca generando mostriciattoli per acquirenti capricciosi e ignoranti. Io presi in canile la mia fantastica Luna, pointer meraviglioso di 6 mesi abbandonato dai cacciatori ( altri irresponsabili!) E morta a soli 4 anni per un incidente e sono sconvolta.. i cani da caccia sono compagni meravigliosi, in particolare i pointer.. affettuosi, discreti, non abbaiano mai, coccoloni è felicemente scatenati nelle aree cani .. semplicemente meravigliosi e i canili sono pieni di povere creature anche di razza pura ( cani da caccia!) .. e a parte la razza, meticci o meno, evviva i cani sani, sua per loro stessi che per i padroni che andranno incontro a spese folli e a sicuri dispiaceri

  13. abbiamo preso il nostro barboncino nano in allevamento, me lo hanno dato che aveva due mesi, veramente piccolo e delicato, ora non lo prenderei più così piccolo perchè ha bisogno di stare con la sua mamma per imparare, ma non credo sia il pensiero degli allevatori. comunque i cani troppo piccoli per modifiche genetiche non lo trovo giusto ne etico

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