San Bernardo: il gigante buono – Expodog Blog

San Bernardo: il gigante buono

Il San Bernardo colpisce per le sue dimensioni. Alto, massiccio e con una testa enorme è davvero un gigante buono, capace di muoversi con la sua enorme stazza in modo elegante ed aggraziato.

Le origini della razza vengono fatte risalire ai grossi mastini che le Legioni Romane lasciavano in compagnia delle truppe a presidiare le grandi vie di circolazione. La prima testimonianza certa della razza risale alla seconda metà del Seicento, quando il pittore Salvator Rosa ritrasse in un suo dipinto un molossoide che somiglia al moderno Cane San Bernardo. 

Utilizzato anche in montagna dalle guide alpine per aiutarli a salvare le persone disperse, il San Bernardo deve il suo nome proprio al Rifugio di San Bernardo sulle Alpi Svizzere, dove è stato impiegato a partire dal XVII secolo.

Il San Bernardo ha un’indole generosa e coraggiosa e non ci penserebbe due volte a sacrificare la sua vita per salvare qualcuno in pericolo. Celebre la sua immagine che lo vede con la mitica fiaschetta di grappa al collo, per donare calore e sollievo a coloro che vengono ritrovati. 

Se ben addestrato fin dalla giovane età è un cane estremamente docile ed intelligente. Non ha grandi esigenze di movimento e può adattarsi benissimo alla vita in appartamento, dove comunque ha necessità di spazi suoi. Estremamente amorevole con la sua famiglia, ama i bambini, ma può mostrarsi diffidente con gli estranei.

San Bernardo: caratteristiche della razza

Nato come razza di cane a pelo corto, nel XIX secolo è stato poi introdotto un incrocio con il Terranova che ha portato ad avere anche una razza di cane San Bernardo a pelo lungo.

Entrambe le varietà sono comunque unite da moltissime caratteristiche comuni, ovvero la stazza notevole (può raggiungere anche i 100 kg di peso), un colore di fondo del manto bianco, che si nota in particolar modo nelle zone del petto, nel muso e nelle estremità delle zampe e della coda. Il resto del manto invece può presentarsi con macchie che vanno dal marrone al rosso.

Entrambe le varietà hanno un muso piuttosto corto e quadrato e quella caratteristica espressione assonnata.

La testa è nel complesso imponente ed il corpo è forte e muscoloso ma sempre armonioso.

La mole importante, che rappresenta la caratteristica che più salta agli occhi in questa razza, infatti non va a discapito del movimento, tanto che viene considerato un atleta pesante per la sua capacità di portare il suo peso con estrema eleganza.

Un’altra caratteristica che accomuna il San Bernardo a pelo corto (o doppio pelo) e quello a pelo lungo è il suo carattere.

Carattere del San Bernardo


Potremmo dire che questa splendida razza canina è, come tutti i molossoidi, attaccatissimo alla sua famiglia e quindi un ottimo cane da compagnia.

Paziente con i bambini si presta al gioco e svolge un ruolo protettivo incredibile nei loro confronti. Per tutti i componenti della sua famiglia rimane comunque un eterno cucciolone.

Socievole e dal carattere equilibrato, il San Bernardo ha una forte personalità. Se ben addestrato può sviluppare anche un buon controllo del territorio, trasformandosi così in un ottimo cane da guardia. Questa razza gigante è infatti in grado di percepire immediatamente il pericolo ed avere un’ottima reattività nervosa. Per sua indole non è comunque predisposto ad aggressività verso l’uomo.

Resistente al freddo ed alla fatica anche in altitudine, viene ancora oggi impiegato spesso come cane da catastrofe. Negli ultimi anni abbiamo avuto modo di apprezzarne le doti anche come cane per la pet-therapy.

Come addestrare il San Bernardo

Pur essendo molto intelligente e mansueto, il San Bernardo non è un esemplare semplice da addestrare. Questo perché tende a mantenere una certa indipendenza di carattere. Per poter ottenere ottimi risultati sarebbe importante iniziare le fasi di addestramento fin da piccolo, per permettere all’amico umano di affrontare eventuali intemperanze prima che le dimensioni fisiche portino seri problemi di controllo. In genere non viene considerato indicato come primo cane o per le persone che non hanno polso sufficiente o sono poco esperte.

Una delle prime cose da sapere prima di cimentarci nell’addestramento del San Bernardo è che la voce svolge un ruolo molto importante. Il tono della nostra voce verrà infatti percepito in modo significativo dal cane. ​ ​

Se un tono di voce dolce riesce a fargli percepire che va tutto bene, un suono perentorio gli trasmetterà il messaggio che sta per sbagliare e quindi lo farà fermare. Un suono teso infine gli farà capire che quello che ha appena fatto è sbagliato e che non dovrà farlo mai più.​ ​ Urlare è assolutamente controproducente, poiché servirebbe solo a farlo innervosire e a portarlo a fare tutto fuorché ciò che gli avete appena chiesto di fare.

Allevare un cane San Bernardo

L’arrivo in casa di un cucciolo di San Bernardo porta sempre molta allegria. Se questo al suo arrivo si sentirà inevitabilmente spaesato è importante dargli tempo per adattarsi alla sua nuova famiglia. Creargli un angolo tutto suo, con una bella cuccia ampia o un grosso cestino, lo aiuterà ad ambientarsi. ​ ​

Se vi comporterete con lui con dolcezza e delicatezza in breve tempo prenderà confidenza con tutti i componenti della famiglia e regalerà un affetto immenso. ​ ​

Sarebbe importante insegnarli subito gli orari della pappa, dandogli cibo appena tiepido ed evitando di farlo giocare o correre subito dopo mangiato.

Non dimenticate neppure una bella ciotola di acqua fresca da collocare accanto alla cuccia o alla cesta e tenere sempre a sua disposizione.​ ​

Potrete insegnarli ad uscire a guinzaglio per la passeggiata quotidiana scegliendo un collare delicato, magari in pelle, che non rovini il pelo e la cute dell’animale. Una delle difficoltà maggiori nelle passeggiate con il San Bernardo a guinzaglio è quella di riuscire a non farvi trascinare da lui. ​ ​ Insegnarli a camminare al guinzaglio da cucciolo vi aiuterà senz’altro ad impedire che, raggiunto un peso considerevole, vi trascini davvero. ​ ​ Per addestrarlo potrete iniziare a fermarvi restando in silenzio ogni volta che lui tende a camminare troppo avanti a voi, mettendo in tensione il guinzaglio. Quando il San Bernardo intuisce che non potrà più proseguire e smette di tirare il guinzaglio ripartite con calma. Se occorre ripetete il tutto, finché non noterete che il San Bernardo, nel sentire allentare il collare, inizierà a camminare senza più tirare.

Principali malattie del San Bernardo

Le malattie più diffuse nel San Bernardo sono principalmente quelle legate all’alimentazione, che per questo motivo deve essere trattata con una cura particolare. Le principali patologie, legate sia all’alimentazione che ad altre cause,  che possono colpire il San Bernardo sono: 

  • rachitismo
  • osteoporosi giovanile
  • displasia dell’anca

Il rachitismo è una patologia che deriva dal cattivo assorbimento di calcio e fosforo ed è causata da una dieta particolarmente povera di Vitamina D. Le ossa, nei soggetti colpiti da rachitismo, tendono a crescere storte ed a calcificarsi male. La diagnosi di rachitismo spetta comunque al veterinario di fiducia, che potrà integrare la dieta del cane con apporto di Vitamina D.

L’osteoporosi giovanile deriva da un’insufficienza di calcio. Anche in questo caso ad essere colpite sono le ossa, che perdono minerali e tendono ad indebolirsi deformandosi sotto il peso del corpo e causando grosse difficoltà motorie. Il progressivo evolversi della malattia colpisce dapprima le zampe per poi andare ad interessare anche la colonna vertebrale. Anche se non esiste ad oggi una cura, il veterinario potrà prescrivere una dieta a maggior apporto di calcio che sarà in grado di rallentarne il decorso.

La displasia dell’anca è una patologia comune a molte razze di cane di notevoli dimensioni. Si tratta di una malattia genetica che interessa l’articolazione coxo-femorale e porta a problemi motori e dolore nel cane. Anche in questo caso spetta al veterinario la diagnosi e la scelta della terapia da seguire. Anche se non è possibile guarire dalla displasia dell’anca infatti, vi sono terapie che possono limitare il dolore nei movimenti ed abitudini che possono rallentarne l’evolversi. Tra le cose da evitare in caso di displasia vi è l’eccessiva attività fisica, che potrebbe indurre ad una maggiore infiammazione delle articolazioni. 

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