Valutare un buon allevatore: ecco quali passi seguire.

Allevare è una scelta che dovrebbe partire inizialmente dalla passione per i cani e dal piacere del vivere insieme a loro, ma non basta  avere un maschio e una femmina e fargli fare dei cuccioli per definirsi  “allevatori”.

Anzi, diciamo che in linea generale c’è bisogno di un bel po’ tempo prima di decidere di fare una cucciolata, perché ogni allevatore o futuro aspirante tale, dovrebbe avere almeno una minima esperienza con la razza che ha deciso di allevare, dovrebbe avere una minima base di conoscenza della genetica, di veterinaria,  deve conoscere bene e valutare in modo quanto più imparziale possibile i propri cani e conoscerne non solo i pregi ma anche onestamente riconoscerne i difetti, fermo restando che il cane perfetto NON esiste, perché questa è la realtà, per quanto possa piacere a pochi. 

Vediamo come capire se possiamo fidarci dell’allevamento scelto e le domande da fare all’allevatore.

Iniziamo con un appuntamento e la visita all’allevatore.

Normalmente viene proposto un colloquio di conoscenza reciproca: chi mai darebbe un suo cucciolo a persone che non ha mai visto in vita sua?

O peggio…chi si dichiarerebbe disponibile ad una spedizione a scatola chiusa con il cucciolo mandato chissà dove, che viaggerà con chissà chi, senza nulla sapere di come e con chi vivrà?

Chi si dichiara disponibile ad accordi simili, non può essere definito “allevatore”…..ma semplice “allevante”, e non intendo certo in senso elogiativo del termine.

Quindi iniziamo a prendere accordi per conoscere allevamenti e allevatori, al plurale perché è sempre bene non scegliere un allevamento solo perché è vicino a casa.

Una volta in allevamento, guardiamoci attorno: igiene, ambiente, condizioni dei cani, tipo di rapporto che hanno con l’allevatore, sono tutte cose importantissime e che bisogna notare.

Vediamo ora come potrebbe svolgersi la parte puramente burocratica, cioè la libera visione dei documenti dei cani che sono i genitori dei cuccioli a cui siamo interessati.

Ogni allevatore serio sarà ben lieto di dare in visione TUTTI i documenti dei suoi cani ad ogni visitatore.

Elencare vittorie, coppe titoli e trofei vinti dai propri beniamini fa sempre piacere e rende sicuramente orgogliosi, ma sciorinare vittorie e medaglie, diplomi e coppe, non è essenziale e non certifica nulla se non un gran girare per esposizioni.

Da parte di chi alleva, fa sempre piacere sentirsi rivolgere domande su qualsiasi argomento, ed è buona cosa dimostrarsi preparati e disponibili, anche alle domande apparentemente più sciocche.

Una persona che alleva con coscienza, tramite questi colloqui deve anche accertarsi che le persone che gli stanno davanti, siano le persone adatte a prendersi cura del cucciolo per tutta la sua vita, e un allevatore serio, se le persone che gli si presentano non sembrano adatte ad avere un cucciolo, ha il dovere primario di dire anche NO, NIENTE CUCCIOLO, MI SPIACE.

Purtroppo molti “allevatori” non brillano per trasparenza, etica né per correttezza, per cui proviamo a capire da parte del futuro acquirente, le domande da fare e le cose che si possono notare semplicemente guardando i documenti dei genitori dei cuccioli, perché ci sono delle regole da rispettare.

​Come tutti i molossoidi, e come tutti  i cani di grande razza, anche il Leonberger è una razza  soggetta a patologie ossee come la displasia dell’anca e del gomito, ma essendo una razza a crescita lenta, non è possibile valutare una situazione scheletrica  prima dei 18 mesi.

Così, quando avrete i documenti dei genitori dei cuccioli in mano, fatevi mentalmente due conti : se al momento della nascita dei cuccioli, i genitori avevano meno di 18 mesi è evidente che al momento del parto, la madre o il padre NON avevano l’età minima richiesta per eseguire le lastre.

Un altro particolare a cui fare caso è questo, l’età della madre al momento del parto.

Quanti anni ha la madre dei cuccioli? Questo è visibile nel pedigree.

Per i cani maschi 18 mesi sono sufficienti per aver eseguito le radiografie alle anche e ai gomiti, (e altri test genetici che vedremo poi), ma per una femmina, per la sua salute e per il suo benessere psicofisico, è diverso, e bisogna rispettare una regola in più oltre alle radiografie a 18 mesi.

Essere maturi sessualmente, non significa essere maturi psicologicamente per una gravidanza: l’allattamento, il parto e lo svezzamento, sono estremamente stancanti per una femmina, e i 18 mesi che bastano ad un maschio per poter diventare uno stallone, non sono certo quelli che bastano ad una femmina per diventare madre, anche se in linea generale il primo calore avviene sui 9-11 mesi, non è certo questa l’età adatta ad affrontare una gravidanza.

Nel caso del Leonberger, il primo parto non può avvenire prima del compimento dei 2 anni di età della femmina, o prima del terzo calore.

CONSIGLIO : guardate nei documenti quanti anni ha la madre, chiedete la data di nascita dei cuccioli e fatevi due conti: se  al momento del parto, la madre aveva meno di due anni, sapete che non sono state seguite le regole etiche minime di allevamento.​

Se esiste una età minima, ovvio che esista anche un’età massima.

Partendo dal presupposto che nella specie canina, la menopausa NON esiste, le femmine continueranno ad andare in calore per tutto il corso della loro vita, ma considerato il grande stress che comporta tutto il discorso “cuccioli, gravidanza, parto, allattamento, svezzamento ecc ecc…”, l’ultima cucciolata di una femmina è ammessa entro il compimento del 7° anno di età, con un numero massimo di 4 cucciolate nel corso della sua intera vita.
Per il maschio si può dire in linea generale che l’età compromette spesso la qualità e la quantità del seme, ma per un maschio non vengono stabiliti limiti di età per poter fare delle monte, anche se per un minimo di logica, dovrebbero essere evitate le monte nei mesi più caldi per evitare problemi da sovraffaticamento ed eventuali possibili colpi di calore, dalle conseguenze spesso tragiche.

Anche se le femmine vanno in calore ogni 6 mesi circa, non è concepibile, non è etico, non è morale far partorire una femmina ad ogni calore.

Nessun allevatore dovrebbe mai  “usare”le proprie femmine come dei limoni da spremere.

Ogni femmina deve avere il tempo di riprendersi dopo il parto e l’allattamento, che sono una fatica davvero grande, soprattutto se parliamo di cucciolate con grandi numeri, cioè 7-9 cuccioli o più.

In linea generale, diciamo che ad ogni parto va rispettato un calore di riposo, se poi la cucciolata è stata molto numerosa oppure c’è stata la necessità di un taglio cesareo, i tempi di riposo ovviamente cambiano e si allungano.

CONSIGLIO : non fatevi prendere dall’entusiasmo e non scegliete sull’onda delle emozioni: nel sito ENCI sono pubblicate tutte le cucciolate nate nell’allevamento da voi visitato: con il nome completo del cane alla mano, controllate le date di nascita delle cucciolate, anche di quelle precedenti, se i cuccioli nati ora hanno meno di  sei mesi ( minimo! ) di differenza dai cuccioli del precedente parto, o se il primo parto è avvenuto troppo presto, anche in questo caso sapete che non sono state seguite le regole etiche minime di allevamento.​

Nello specifico, per i Leonberger  è importantissimo controllare anche i documenti sui test genetici dei genitori dei cuccioli.

Per quanto riguarda il Leonberger, parliamo di patologie altamente invalidanti ed ereditarie.

Queste patologie si chiamano LPN1 ( Polineuropatia di tipo 1), LPN2 (Polineuropatia di tipo 2) e LEMP (Leucoencefalomielopatia), che un allevatore deve eseguire sui riproduttori e rendere visionabili i referti ai futuri proprietari, insieme a tutti gli altri documenti di cui abbiamo già parlato.

E’ possibile approfondire l’argomento a questi link :
http://www.aivane.it/lpn1-lpn2-lemp

Nessun allevatore dovrebbe “abbandonarvi” dopo l’acquisto del cucciolo!

La separazione del cucciolo dal proprio ambiente, dalla madre, dai fratelli, è sempre un momento molto delicato e dovrebbe essere proprio il momento in cui farsi seguire con più attenzione dal vostro allevatore, che per la sua esperienza e per la vostra tranquillità, dovrebbe rimanere il vostro punto fermo per la crescita e l’educazione del vostro cucciolo, quindi chiedete la disponibilità continuativa per avere consigli e aiuto per il vostro cucciolo.

Ogni allevatore serio offre spontaneamente la propria disponibilità per aiutarvi e consigliarvi, questo non solo finchè il cucciolo è piccolo, ma per tutta la vita del cane che avete accolto nella vostra famiglia.

di Lucia Farinati (www.aivane.it)

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